8 giugno 1968

Tre giorni fa era il 45mo anniversario dell’assassinio di Robert Kennedy, la storia è raccontata qui. In questi giorni se ne è scritto molto, naturalmente, sui giornali americani. Il Washington Post ha pubblicato, tra gli altri, una bella ricostruzione della cosa incredibile che successe dopo quella morte, l’8 giugno 1968. Il treno che portò la bara di Kennedy da New York – dove si era tenuta la messa funebre – al cimitero di Arlington a Washington impiegò otto ore, il doppio del tempo normale, per i rallentamenti causati dall’enorme quantità di persone (si dice due milioni, due vennero uccise da un altro treno perché non si spostarono in tempo dai binari) che affollò il percorso per salutare commossa il “Funeral train”, e la giornata consegnata alla storia e alla memoria da uno stupendo reportage fotografico che si diede quel nome. Ne avevo scritto qualche anno fa:

Un giorno, la settimana scorsa, ho trovato sul banco di una libreria il libro di Paul Fusco che si chiama “Paul Fusco RFK”. La storia è stata molto raccontata i mesi scorsi, soprattutto in un lungo articolo di Mario Calabresi su Repubblica. Fusco è un fotografo che fu mandato sul treno che portava la bara di Robert Kennedy da New York – dove si tenne il funerale, nella cattedrale di Saint Patrick, due giorni dopo la sua morte – a Washington, dove sarebbe stato seppellito vicino a suo fratello John. Il viaggio del treno fu lento e durò una giornata, e fu seguito da migliaia di persone che si avvicinarono ai binari per tutto il tragitto per salutare la bara. Fusco le fotografò, e il servizio è pazzesco. Ma non lo usò nessuno fino a dieci anni fa, quando alcune di quelle foto uscirono in un volume intitolato “RFK Funeral Train”. Lo scorso mese, un nuovo gruppo di foto tratte da quella giornata e ritrovate di recente è stato pubblicato in un secondo volume, quello che mi sono messo a guardare in quella libreria.Tutto questo per dire che non dovreste fermarvi a leggere questo racconto o gli altri su quelle foto, come avevo colpevolmente fatto io. Stavo in quella libreria, e sfogliavo gli scatti di Fusco, e avevo i brividi. Su Amazon sta a trentuno dollari e mezzo.

Per completezza, la prima raccolta è fuori stampa e si trova solo usata a prezzi molto alti (io ne ottenni una su eBay per una cifra fortunata), ma la seconda su Amazon c’è. Se vi piace avere sul tavolino del soggiorno una cosa diversa dalle solite che nessuno sfoglia mai perché sono troppo pesanti, o se vi piace raccontare pezzi di storia ai bambini con delle cose che li colpiscano, o se vi piace solo commuovervi un po’, torno a consigliarveli. Ma anche l’articolo del Washington Post è molto bello.

Un commento su “8 giugno 1968

  1. Lazarus

    Davvero da brividi. Altri tempi, altra umanità, quei volti e quegli sguardi ci parlano di tempi fatti di grandi ideali, grandi speranze, grande passione civile e grande partecipazione collettiva, neri, bianchi, giovani, vecchi, militari e civili tutti a onorare Bob con gli stessi occhi addolorati e sinceri. Ricordo che in classe (facevo il liceo) il giorno dell’attentato il professore ci consentì di tenere accesa la radio (allora era una grande concessione) per sentire gli aggiornamenti in diretta, quando arrivò la notizia che non c’erano più speranze tutti in classe erano commossi e con grande stupore vedemmo persino il nostro burbero e severo insegnante con le lacrime agli occhi. Quel giorno decisi che avrei fatto militanza politica a tempo pieno e con impegno. Ma ora, mi rendo conto, tutto ciò non ha più alcun senso, quella passione civile è persa per sempre. Un grazie sincero a tutti color che hanno contribuito a ucciderla.

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