Tutto come previsto, fin qui

Non è che abbiamo cambiato idea, da quando scrivemmo questo a marzo, sulle allora ipotesi di un governo di PD e PdL. Però siamo contenti che lo abbiano fatto altri, evidentemente. Vediamo ora quanto ci mettiamo a trarne le conseguenze.

Qui lo diciamo da vecchi e agguerriti critici dell’antiberlusconismo professionale che ha sottratto alla sinistra per anni – e ancora lo fa – forze e progetti alternativi che le permettessero di costruire visioni alternative del presente e del futuro e convincere gli elettori: e i risultati di quell’accecamento si sono visti coi risultati elettorali di un partito che ha pensato che bastasse la crisi di Berlusconi a farlo stravincere. Un’ampia parte di pungolatori e ricattatori del PD all’interno del centrosinistra oggi pretendono di rimettere Berlusconi e l’antiberlusconismo al centro della sua campagna, non contenti: tutti disperati della perdita di ruolo che comporterebbe dovere finalmente costruire un progetto credibile dopo anni di galleggiamento pigro sulla campagna contro il nemico.

Qui lo diciamo, insomma, da un solido punto di vista che non considera il tema dell’”impresentabilità” di Berlusconi il tema centrale del cambiamento dell’Italia, né una strategia politica dignitosa. Ma che lo sguardo sia rivolto oltre non vuol dire che Berlusconi impresentabile non lo sia. Lo è, e tecnicamente lo è tutto il suo partito, visto dal punto di vista del PD: le cose che ha fatto, e quelle che non ha fatto, in quattro anni di governo e uno di appoggio al governo Monti, rendono totalmente inaffidabile e non credibile ogni alambiccare su quello che si potrebbe fare con i numeri di un’alleanza PD-PdL. Non ci si potrebbe fare niente. L’unico a trarne vantaggio sarebbe il PdL in una prospettiva elettorale, grazie all’ulteriore calo di consensi nei confronti del PD che comporterebbe.

 

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Un commento su “Tutto come previsto, fin qui

  1. http://alternativanomade.wordpress.com/

    Un partito che nel ’94 ha pensato che bastasse la fine del CAF a farlo stravincere e sappiamo com’è andata a finire la “gioiosa macchina da guerra”. Un partito che pochi mesi ha pensato che bastasse la crisi di Berlusconi a farlo stravincere ed è arrivato Grillo. Un partito che non vincerà mai, se non, forse, con Renzi. Appunto, non vincerà mai, quel partito.

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