Dati alla mano

A proposito di una delle molte deprecabili consuetudini delle redazioni italiane – quella di non accettare rettifiche e correzioni senza voler avere futili e inconsistenti ultime parole – oggi c’è un esempio da manuale su Repubblica, che archivio qui per le scuole di giornalismo.
Un produttore televisivo scrive una lettera per segnalare che le cifre riportate in un articolo dei giorni scorsi sono in parte errate e in parte mal spiegate, e che secondo lui sono state associate le mele con le pere. La sua esposizione è piuttosto chiara, ma in ogni caso la si può accettare come buona, oppure presentarla ai lettori che giudichino, oppure contestarla con altri e diversi argomenti e dati. Invece l’autore dell’articolo – ripeto: è una reazione tipica, succede continuamente – aggiunge tre righe per dire che comunque lui quelle cose che ha scritto le ha sentite dire.

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3 commenti su “Dati alla mano

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