Lontani

Tra le molte similitudini che continuano a mostrare i destini paralleli della politica e dell’informazione italiana, mi pare si possa aggiungere il simile spaesamento delle due categorie di fronte all’attacco grillino e alle sue vittorie (quanto durature, vedremo). Ora c’è infatti una buffa contraddizione tra una ricca produzione di articoli che spiegano alla politica che il successo grillino viene da lontano e lo si sarebbe dovuto capire prima, e una parallela ricca produzione di articoli invece sorpresi della contestazione ai giornali e ai giornalisti. A chi cade dalle nuvole, ricordo questa illuminante analisi di Cesare Martinetti sulla Stampa, dello scorso ottobre, che nessuno prese in considerazione.

È la fine di un compromesso a suo modo storico nella storia italiana, dove i giornali sono sempre stati vissuti come l’altra faccia della politica e mai come ora appaiono lontani dal quel modello di «cane da guardia del potere» rappresentato dalla stampa americana o semplicemente da un modello liberale di informazione. Andate a leggere un po’ di blog sparsi, fate un tuffo nel «giornalismo cittadino» della nuova web-era. I giornalisti sono spesso considerati lecchini e carrieristi, non «cani da guardia», bensì cani «da compagnia e spesso da riporto», per l’appunto una casta accanto alla casta. Quella che non si sente è la voce di una cultura democratica dell’informazione, l’accettazione di un potere che comporta responsabilità da parte di chi lo fa e di chi lo subisce.

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3 commenti su “Lontani

  1. LorenzoM

    Molto efficace,
    da amante degli animali da compagnia, semplificando ancora, direi che i giornalisti sono i cani delle persone che raccontano nei loro articoli e non quelli dei loro lettori. Insomma, non è neanche un problema di che cane sei, ma di chi sei il cane.

  2. mico

    L’informazione non sa confrontarsi con chi mantiene il riserbo. Tutti fuori dalla villa come ad Avetrana a cercare l’indizio definitivo o ad assediare inutilmente un albergo, quando le informazioni che ci sono sono tutte visibili sul web e quelle che non ci sono bisogna solo aspettarle.
    Nelle prime riunioni del nuovo Parlamento si vedrà chi vota che cosa vota, nel frattempo non c’è nulla di cui parlare, ma se ne parla per ore al giorno.
    Tutti questi maghi Otelma che cercano di capire che cosa si farà o si deciderà non fanno altro che amplificare la comunicazione di Grillo. Tutti i giornalisti politici sono addestrati all’ermeneutica della dichiarazione a mezza bocca, e alla decodifica dei messaggi trasversali, ma nessuno sa aspettare i fatti.
    Questo andare in fuori giri è un’esemplificazione del vuoto del chit chat televisivo e dei danni che fa favorendo chi sa manipolare la comunicazione saturando i canali, come Berlusconi, o svuotandoli, come Grillo.

  3. minimAL

    Mah, sarà.
    Io sono ancora stupefatto e stordito da quanto ha detto seraficamente a Ballarò il 25enne deputato (!) del m5s Paolo Bernini:
    “Non so se lo sapete, ma in America hanno già iniziato a mettere microchip all’interno del corpo umano, per registrare, per mettere i soldi… quindi è un controllo di tutta la popolazione.
    Quelle persone che se lo fanno iniettare, non sanno a cosa vanno incontro.
    Con internet, visto che molte coscienze si stanno svegliando, le verità stanno venendo fuori.
    Infatti, col Movimento5Stelle usiamo molto internet: siamo molto coscienti di questa cosa, e andremo là a portare la voce dei cittadini…”
    Uno così non lo stani neanche con il giornalismo migliore
    Ciao

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