Classici del giallo

Quando mi capita di raccontare la storia e le storie di sei anni di rubrica “Notizie che non lo erano” sulla Gazzetta dello Sport, una di quelle che cito più spesso è la sera in cui un’amica direttore mi telefonò allarmata da un dibattito a cui stava partecipando chiedendomi informazioni sull’attentato a Obama per cui avrebbe dovuto rifare la prima pagina del quotidiano che dirigeva. Io caddi dalle nuvole, eppure mi trovavo in effetti davanti al computer su internet, e non avevo letto niente. Il resto della storia è uno dei casi più esemplari dei tic psicologici e maldestri che governano la gerarchia delle notizie sui giornali italiani (la mia amica alla fine diede uno spazio piccolo piccolo alla “notizia” per non sembrare quella che aveva preso un buco rispetto agli altri quotidiani). A chi interessa invece la fine che fecero i due squinternati protagonisti di “una delle trenta minacce di morte al giorno che riceve Barack Obama”, sta tutto qui. Il giorno dopo, comunque, i due maggiori quotidiani italiani avevano “Il complotto per uccidere Obama” in apertura delle prime pagine e delle homepage (scommetto che non ve lo ricordavate, non a caso): quelli americani appena delle brevi all’interno, com’era ovvio per qualunque direttore col senso della misura.

Mi è tornato in mente tutto questo perché oggi ci sono sui quotidiani italiani cronache e commenti (anche in prima pagina) intorno a “Volevano uccidere Obama con i raggi X“, e naturalmente la “notizia” ha sui quotidiani americani spazi inesistenti o assai esigui. Ma devono essere loro che non capiscono il rischio che hanno corso.

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Un commento su “Classici del giallo

  1. tonio

    Penso per un attimo alla vita in famiglia dei giornalisti che danno notizie che non lo erano. Il figlio che racconta come gli insegnanti mettano i voti a simpatia; il partner pronto a denunciare il condomino del piano di sopra, perché sicuramente implicato in oscuri traffici; l’anziana madre che si sente perseguitata da una ragazza che le fa strane domande sull’Unicef; l’amico del liceo che rispunta dopo 30 anni con la residenza ai tropici. E, alla sera, quando tutto il suo amore per la verità è stato consumato dal dubbio, si butta sulla poltrona, accende la radio e ascolta la voce di un tizio che gli dà la notizia che gli alieni hanno invaso la Terra…

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