Non guardate il figlio

Nella questione che riguarda il ministro Lupi e l’inchiesta sulla corruzione al Ministero delle Infrastrutture, le accuse intorno al lavoro del figlio del ministro mi sembrano fuorvianti. Ci ho pensato, nei miei panni di diffidente del ministro Lupi, di “contribuente” che gli paga lo stipendio e di deluso dell’ennesimo caso di corruzione nell’amministrazione pubblica italiana. E poi, come si deve cercare di fare quando si vuole riflettere obiettivamente sulle cose, ci ho pensato anche nei panni del ministro Lupi.
La storia del figlio di Lupi, credo, occupa grande spazio sui giornali e colpisce perché i giornalisti sanno che il tema “ha sistemato il figlio” tocca emozioni sensibili in un paese abituato a vivere i legami familiari come il principale (ma anche assai condiviso) meccanismo di abusi complici a danno della comunità. È un paese in cui la maggiore organizzazione criminale viene chiamata “la famiglia”, non a caso. Aggiungeteci i tempi difficili per i figli di quasi tutti, e quella storia ci attrae e indigna, inevitabilmente.

Ma a leggerla obiettivamente – per quanto sia possibile ingerirsi in psicologie e relazioni personali di cui non sappiamo davvero niente, e quindi tendiamo ad applicare criteri e interpretazioni generiche e sommarie – quello che si legge può essere plausibilmente raccontato così: Lupi ha un amico – amico di famiglia, si vedono insieme spesso – che si chiama Perotti, e dopo che il figlio di Lupi si è laureato in ingegneria e ha fatto uno stage in uno studio di architettura, Perotti prende per un anno a lavorare in una sua azienda il figlio di Lupi pagandolo 1300 euro al mese e mandandolo a lavorare sul cantiere di tre nuovi edifici alla periferia di Milano. Per un anno, a termine, prima che il figlio di Lupi entri a lavorare nello studio americano in cui ha fatto uno stage.
Sostituite i nomi di Lupi e Perotti con i vostri o quelli di qualche vostro amico, e riflettete se la storia – benché privilegiata – vi sembri nel suo sviluppo scandalosa o straordinaria.

Voi direte “ma Lupi è un ministro!”. Che avete ragione, ha un valore: ma appunto, non credete che il figlio del ministro delle Infrastrutture abbia purtroppo ben altre opportunità di essere favorito, “sistemato”, soltanto a far circolare la parentela? Senza ricorrere a un amico di famiglia, senza la temporaneità di un anno, con ben altri poteri e stipendi? Mi viene quasi da dire che il caso del figlio di Lupi sia un’eccezione: nelle storie a cui siamo abituati Luca Lupi sarebbe a capo di una sua impresa con appalti del ministero, o presidente di un ente per la ricostruzione in Abruzzo, o candidato alle europee.
E a volerla fare più limpida, sarebbe assunto da qualunque impresa di costruzioni che legga il suo cognome sul curriculum.
Invece è stato preso per un anno, pagandolo 1300 euro al mese e mandandolo a lavorare sul cantiere di tre nuovi edifici alla periferia di Milano, da un amico di famiglia che lo conosce. E che tendo a immaginare lo avrebbe preso anche se il suo amico Maurizio Lupi facesse privatamente l’avvocato, o il commerciante in detersivi.

Magari mi invento dei pezzi, ma ripeto, mi pare una storia emozionante ma fuorviante. Era più furbo evitare, e fargli trovare lavoro altrove che non dal primo collegabile alla tua famiglia, certo. Ma il problema è un altro, se spostiamo le telecamere dal figlio e torniamo sull’edificio del ministero delle Infrastrutture in via Nomentana: è che quell’amico di famiglia abbia ricevuto in questi anni decine di incarichi preziosi e importantissimi dal ministero. E che il ministro Lupi abbia avallato decisioni che hanno reso al suo amico milioni, e che – se fossero dimostrate le accuse penali – abbia omesso il minimo controllo su un sistema di corruzione di cui erano responsabili, nel suo ministero, il suo più importante dirigente e il suo amico costruttore.

C’è una sola cosa che Lupi può dire per non dimettersi: «Sono convinto che queste accuse contro Incalza e Perotti siano completamente false, perché la mia vicinanza professionale e personale ad ambedue mi fa escludere completamente che possano essere vere; e se lo fossero lo saprei e dovrei dimettermi; e se non lo sapessi, sarei colpevole di inettitudine nel mio ruolo di ministro e dovrei dimettermi». Se Lupi è disposto a dire questa cosa guardando tutti negli occhi e ad affrontarne l’eventuale smentita, la dica.
Se no, ci si dimette.

Altre cose:

45 commenti su “Non guardate il figlio

  1. jamesnach

    Ma che, davvero?

    Il (pseudo) controllante chiede al controllato – tra tutti a quelli a cui può chiedere – di piazzargli il figlio (a 2.000 euro + iva pare, e non a 1.300, peraltro), ed è tutto ok?

    Davvero?

  2. Linux

    Difesa di casta dei “figli di”, già assistemmo alla difesa della figlia di Ichino su questo blog.
    La meritocrazia a chiacchiere, le chiacchiere tipiche dei renziani.
    Ma si non guardate il figlio, tutti se possono raccomandano i figli, renziani e non.

  3. taratara

    Guardate il padre, appunto e non guardiamo il figlio. Il clima collusivo e ambiguo che emerge dalle intercettazioni del Ministro ( Nencini, le conversazioni con Incalza)i fanno pensare che le dimissioni sarebbero una scelta opportuna e politicamente elegante.Chi si ricorda di Josefa Idem?

  4. Pingback: Oltre al figlio di Lupi | GiulioCavalli.net

  5. lebowsky

    Un Paese di pentastellati, di j’accuse facili, di “oddio che scandalo”… Ha però ragione Luca: cambiate i cognomi, metteteci i vostri e rivedete oggettivamente le accuse. E chi si sente comunque assolto, scagli la prima pietra.

    Ma se foste tutti davvero così diversi, inattaccabili e probi, non avremmo un Paese così disastrato e malmesso.

  6. hermann

    Sono d’accordo che l’aspetto (quantitativamente) più grave è la quello degli appalti. E noto che il ragionamento si conclude, comunque, mettendo l’Onorevole Lupi di fronte alla proprie responsabilità. Però le due questioni appaiono collegate da un nesso molto forte. Cercare di trattarle come distinte, a mia opinione, è un esercizio un po’ velleitario. Il regalo, l’assunzione, presi a sé stante hanno un valore relativamente secondario, ma inserite nel contesto degli appalti acquisiscono necessariamente un significato ben diverso. Mi spiace, ma non sono d’accordo con questo post.

  7. marquinho2

    Mettiamo che Lupi dica davvero quella frase, il punto è perché noi e soprattutto perché il presdelcons e il parlamento dovrebbero credere alle sue valutazioni e non a quelle della magistratura?
    Per piacere diamoci un taglio o ci tocca votare per i pentabuffoni.

  8. Qfwfq71

    Condivido
    la sistemazione del figlio è una prassi che pochi in italia potrebbero dire di non avere praticato.
    Diffido quindi degli ultramoralisti che puntano il dito su questo aspetto della vicenda.
    Meglio concentrarsi sulle cose principali.

  9. tanogasparazzo

    Non guardate il figlio del ministro Lupi. siamo d’accordo anche perché in passato il direttore, si è cimentato su altri figli, laureati, figli di personaggi pubblici: dal ex prefetto, ex ministro Cancellieri, la figlia di Ichino, ecc. Penso che in un paese normale, LA QUESTIONE MORALE, è dura da digerire. Il brodo, per la sua ricchezza, di proteine, è la bontà, hanno distolto, la soglia di attenzione per verificare, le anomalie, degli aumenti dei costi di appalti superiori al 40% del costo preventivato. Solo per questo dato il ministro debba dimettersi. La corruzione dati pubblici supera i 60 Mld di €, tutti questi soldi che sfuggono, all’attenzione di questi Ministri, Ministeri. In questi anni di dannati sacrifici, la gente chiedono, Le loro dimissioni. Essi hanno fallito politicamente, ed hanno tradito le aspettative, di tutti i contribuenti, ed elettori.

  10. gianmario nava

    davvero questa storia del figlio è risibile come argomento contro lupi e contro la corruzione
    intanto il suddetto figlio ha trovato lavoro all’estero e quindi qualche numero di suo ce l’ha
    qualcuno può escludere che perotti abbia ingaggiato il giovane per i suoi meriti personali?
    e se non è stato così lupi figlio ha fatto bene ad emigrare e anon accettare l’elemosina
    quindi, di che parliamo?
    e poi davvero l’assunzione (a termine e per una cifra del tutto congrua) del figlio è un favore da pagare con appalti multilionari?
    per linux, ma quale difesa della “casta” dei “figli di”! l’ho vista la casta in azione, occupava tutti i posti dirigenziali pubblici, non si sporcava mai in un cantiere privato e, sopratutto, non sapeva una parola di inglese!

  11. metiu

    Nelle carte si dice che il 30 gennaio 2014 «Perotti informa il cognato Giorgio Mor che è riuscito a convincere i dirigenti Eni per avviare l’attività di progettazione loro affidata, gli prospetta che ha il “bisogno” di dover impiegare proprio per questa attività un “ragazzo” che verrà pagato dallo stesso Stefano Perotti». Successivamente, sostengono i magistrati, al figlio di Perotti venne il timore che la scelta possa essere notata: «Va rimarcato che il 24 febbraio 2014 Philippe Perotti, figlio di Stefano Perotti, come misura di precauzione in seguito alla pubblicazione di un articolo, invia al padre Stefano un messaggio richiedendo l’opportunità di allontanare Luca Lupi dal cantiere Eni, e di adottare le dovute cautele nelle comunicazioni sia telefoniche che per posta elettronica: “Bisogna pensare a tirar fuori Luca da Eni. Evitiamo il problema”».

    Sofri questo e’ tratto dal vostro stesso articolo apparso sul Post. Come riportate voi stessi non e’ un amico di famiglia che fa un favore al padre e assume il figlio ma dalle carte risulta che per ottenere l’appalto ENI c’era “bisogno” di assumere il figlio di Lupi. 1300€ o 2000€ +Iva poco cambia.
    Mi sa che ti stai inventando dei fatti ignorando le carte processuali che il tuo stesso giornale riporta.. A quale pro?

    Tu scrivi “che per ottenere l’appalto ENI c’era “bisogno” di assumere il figlio di Lupi”: dove è scritto? Io leggo che l’appalto era già ottenuto, nelle parole che tu stesso citi: “per avviare l’attività di progettazione loro affidata”. Fammi sapere. L.

  12. layos

    @”il mondo perfetto” cazzarola! chi non scambierebbe il proprio padre in galera in cambio di una bella carriera? Diciamo che se Sofri giovane è stato favorito in qualcosa lo è nel fatto di essere un grande intellettuale come suo padre, cosa che in altro contesto familiare sarebbe stato forse più complicato.

  13. MAGO

    oddio, questa fa veramente ridere: se si dovessero dimettere tutti i ministri per l’inefficienza dei controlli ministeriali su tutti i gangli inefficienti della pubblica amministrazione (dato che l’inefficienza è sempre voluta e in essa si cela sempre un certo grado di “corruzione”)

  14. gianmario nava

    caro mondo perfetto,
    il tuo commento delle 15:33, per quanto sintetico, era superlativo
    non capisco perchè rovinarlo alle 15:34
    non potevi aspettare almeno altri cinque minuti?

  15. Goemon

    E se invece ci mettiamo a pensare male, perché ormai in Italia a pensare male raramente si va lontani dalla triste realtà, e pensiamo che in questo Paese va sempre così, che siamo noi italiani abituati a raccomandare i figli se ne abbiamo la possibilità, di approfittare sempre se abbiamo conoscenze che possono agevolare i nostri pargoli a trovare opportunità e buoni viatici?
    Anche lo stimato direttore Sofri, forse mette le mani avanti. Ad esempio il mondo dell’informazione è pieno di “raccomandati”; stranamente molti figli dei direttori di giornali fanno spesso carriera nell’informazione, giornali, radio e TV.
    Non mi stupirei un domani di vedere articoli o servizi firmati da Emilia o Ludovico Sofri, così va il mondo (almeno in Italia).

  16. Pingback: 10 notizie di cui parlare a cena Si vendica svelando le corna - Bergamo Post

  17. metiu

    Sofri e’ vero non c’e’ scritto “ottenere l’appalto” ma non capisco la tua tesi del favore che un qualunque amico di un padre farebbe al figlio di questo possa stare in piedi alla luce di quanto scritto nelle carte.
    Assumere il figlio di Lupi pare fosse una condizione per far “avviare le attivita’” (“c’e’ bisogno di” non riesco a leggerlo in altro modo) , assunzione peraltro avvenuta.
    Non citare questo dettaglio in un post a difesa del ministro Lupi mi e’ parso non corretto.
    Perche’ non l’hai fatto? Ti pare un dettaglio irrilevante? Fammi sapere M

    Continui a sostenere cose che al momento non risultano. Dici “pare”. Io scrivo sulla base di fatti noti o ipotesi argomentate. Non “cito questo dettaglio” perché al momento il dettaglio non esiste, solo interpretazioni fragili. L.

  18. andrea400

    Pienamente d’accordo, una volta si guarda l’aspetto giudiziario e ci si dimentica quello di merito, un’altra volta si pensa all’aspetto morale/moralistico e sfugge il quello sostanziale, un’altra volta si punta il figlio e passa sotto silenzio il vero problema politico.
    Se la smettessero una buona volta di andare appresso al titolone con olgettine, lauree in albania, figli con rolex e si puntasse l’attenzione su aspetti meno folcloristici ma più gravi e concreti, l’indignazione magari sarebbe meno immediata ma più profonda e ragionata, i giornali venderebbero qualche copia in meno ma acquisterebbero dignità e credibilità.

  19. andrea400

    Non a caso Ilfattoquotidiano titola su figlio e Rolex e il M5S sventola orologi in aula, il solito modo di guardare il dito del moralismo, ignorando la luna dei fatti e della responsabilità politica che invece tanto avrebbe bisogno di attenzioni.

  20. fafner

    Ma Lupi stesso ha censurato il figlio per aver accettato il Rolex. Ha detto che lui non l’avrebbe preso, dando a intendere di essere più integro. È chiaro che nel familismo non c’è più dialogo.

  21. rinko

    Per la vicenda del figlio di Lupi non ci dovremmo indignare, perché tanti avrebbero fatto lo stesso (mah, non mi sembra un grande argomento) e perché la questione degli appalti è ben più grave; inoltre, il presunto (ma a mio modo di vedere palese) favore ricevuto nell’assunzione forse non è stato poi così plateale e odioso in relazione all’influenza che Lupi, con la sua carica, oggettivamente può esercitare (anche senza entrare in pericolosi dettagli).
    Quindi tutto ok? Dobbiamo accettare che i ministri sistemino i loro figli, purché questi siano dei “bravi ragazzi” e il tutto avvenga con garbo e discrezione? Io vorrei vedere i CV di tutti quelli che avevano concorso alla posizione assunta dal figlio del ministro: se il suo era migliore rispetto ad almeno il 70% degli altri candidati potrei anche non spendere un attimo d’indignazione.
    Per quanto mi riguarda Lupi farebbe bene a dimettersi sia per la questione degli appalti pilotati che per quella del figlio.

  22. Luca Sofri

    Qualcuno sembra non caprimi, temo per abitudine a pensieri meccanici: io ho scritto e penso che quello che per esempio “rinko” chiama “sistemare i figli” sia quello che – legittimamente, e senza scandalo – rinko e altri farebbero e fanno per i propri figli (ma anche io) se hanno un amico che può dar loro un lavoro, e quello che farebbe l’amico. Lo dico avendo fatto colloqui aperti a tutti e selezioni estesissime per la redazione del Post, di cui prima conoscevo una sola persona: ma se un mio caro amico mi dice “mio figlio vorrebbe fare uno stage” e quel figlio mi sembra bravo, io non è che non lo prendo perché è figlio di un mio amico. Se mi sembra scarso, non lo prendo, con qualche formula tra il sincero e il diplomatico. Ho scritto che la lettura mi pare questa, amicale-familiare, più che corruttiva, del rapporto Lupi-Perotti (parlando del caso del figlio). E che è il modo in cui le relazioni private di svolgono. Se due sono amici e il figlio di uno può avere bisogno di qualcosa, l’altro se ne occupa. Niente che voglio disegnare idilliaco, per carità, solo normale e accettabile: non riprovevole e criminale. Criminale è il resto.

  23. luca68

    La cosa che mi spaventa è che questo tipo di articolo tende a legittimare il male delle raccomandazioni rendendole “più” umane e vicine a noi. Una differenza non piccola è che questa forma di favorisitmo sembra “colpire” solo i figli della casta, strano che solo loro siano sempre preparati e dotati. Per una volta sarebbe bello trovare qualcuno disposto a lasciare la poltrona, qualcuno ancora dotato di un etica. Sarebbe anche bello che qualche giornalista avesse il coraggio di scendere dal carro dei vincenti o quantomeno fosse capace di un pensioero personale o almeno smettesse di fare propaganda cercando di spiegarci che tutti in italia siamo “raccomandati” e poi ci stupiamo che all’estero ci definiscano “mafia, mamma, pizza”.

  24. jamesnach

    “se un mio caro amico mi dice “mio figlio vorrebbe fare uno stage” e quel figlio mi sembra bravo, io non è che non lo prendo perché è figlio di un mio amico”

    Bè, se tu fossi un imprenditore nel settore Grandi Opere e il tuo amico fosse il Ministro delle Infrastrutture non dovresti prenderlo.
    E – soprattutto – il tuo amico Ministro delle Infrastrutture non dovrebbe venire a chiedertelo.

    Davvero, mi sembra che stiamo a spiegare l’ovvio. Invece vedo che non è così, ed è grave.

  25. Luca Sofri

    Ripeto: non è grave, è stupido. Sarebbe grave se quella cosa fosse stata ottenuta in forza del tuo essere ministro. Ma come ho già scritto – per quel che se ne capisce finora, eh – è stata ottenuta in forza dell’essere voi amici, e l’avrebbe ottenuta anche se facesse il commercialista a Pordenone.
    Poi se sei ministro e non sei stupido non devi farlo, proprio perché se no non bastano tutte le discussioni del mondo a togliere il riflesso condizionato che sia stato il tuo potere a ottenere un favore da un amico.

  26. festina lente

    Sofri, mettiamola così: se io (che faccio tutt’altro che scrivere, dirigere o edtare giornali) fossi Suo amico e Le segnalassi mio figlio per un posto al Post, nulla quesito. Lei lo valuta e decide in libertà. Ma qui la vicenda è un po’ diversa: c’è un ministro delle infrastrutture, c’è un dirigente di quel ministero e c’è un amico del ministro che riceve dal dirigente (un po’ discusso, lo ammetterà) sistematici appalti per “grandi opere”. Roba da 25 miliardi di lavori (parola dl Proc. di Frenze). Ora, se il figlio del ministro viene assunto (d’accordo, per un anno..) dall’amico potente, il cortocircuito lo vede – credo – anche Lei. Infatti, se il ministro ha chiesot un favore per il figlio, il suo gesto non può non apparire all’esterno come “contestualizzato” ad un sistema poco limpido (lo avalla, quel sistema, diciamo); Se invece, come sostiene il ministro, l’assunzione è stata decisa in modo autonomo dall’amico potente, allora Lei non crede che qualche domandina sul motivo di questo bel gesto il ministro avrebbe dovuto farsela, invece di tacere come se nula fosse..?

  27. jamesnach

    “Ripeto: non è grave, è stupido. Sarebbe grave se quella cosa fosse stata ottenuta in forza del tuo essere ministro. Ma come ho già scritto – per quel che se ne capisce finora, eh – è stata ottenuta in forza dell’essere voi amici, e l’avrebbe ottenuta anche se facesse il commercialista a Pordenone.”

    Niente, non ci intendiamo. Per me è grave, altrochè.

    I due sono amici da tanto tempo? Bè, è grave lo stesso. Possono continuare a essere amici senza scambiarsi favori, viste le posizioni che occupano.
    Faccio anche notare che Lupi, guarda caso coda di paglia, non chiede direttamente all’amico Perotti di piazzargli il figlio, ma chiede a Incalza che lo faccia al posto suo. E Incalza è quel tipo che de facto materialmente assegna gli appalti a Perotti.

  28. alewalter

    Chapeau direttore, è la seconda volta che mi fa cambiare idea (su un luogo comune o riflesso condizionato).

  29. Linux

    In sintesi: che può usufruire e beneficiare della cooptazione la difende, chi ne è escluso l’attacca. Niente di nuovo.
    Chi sa se ragionando dietro al “velo di ignoranza” si opterebbe per la cooptazione oppure no.

  30. odus

    Sostituite i nomi di Lupi e Perotti con i vostri o quelli di qualche vostro amico, e riflettete se la storia – benché privilegiata – vi sembri nel suo sviluppo scandalosa o straordinaria.
    Rifletteremo.
    Ma credo che concluderemo che in Italia siamo tutti – compreso L,S – corrotti-corruttori.
    Se Lupi il ministro era amico di famiglia di Perotti – con lussuose case a Roma, Milani e a Venezia – che Lupi il ministro forse con moglie e figlio da buon amico di famiglia evidentemente frequentava magari con scambio di regali a Natale ed ai compleanni – doveva evidentemente sapere che l’amico di famiglia Perotti aveva imprese che lavoravano per tramite del Direttore del Ministero Incalza col Ministero di cui Luypi era e continua ad essere ministro.
    Ma evidentemente anche per L:S. avere famiglia (come diceva Leo Longanesi) ed amici di famiglia che ti facilitano la vita, giustifica.
    Sono le stesse ragioni – avere famiglia ed un partito – che assolvono anche l’altro ministro del PD, Poletti, che frequentava altri amici e ci andava a cena assieme.

  31. enric_Uccio

    Proviamo a rispondere alle seguenti domande:
    – quanti di noi, appena laureati, hanno ricevuto un’offerta di lavoro retribuito?
    – quanti di noi, appena laureati, hanno ricevuto un’offerta di lavoro a 1300€ al mese?
    – quanti di noi, appena laureati, hanno ricevuto un’offerta di lavoro attinente al proprio percorso di studi?

    Tre semplici domande. E’ questo il problema, caro direttore! Non si mette in dubbio l’amore di un padre che cerca di aiutare il figlio a realizzarsi. Ma l’accesso alle opportunità che non è uguale. Il figlio del Ministro è un privilegiato solo per il fatto che lo stipendio del padre è superiore di gran lunga alla media degli stipendi dei padri non ministri. E lui dovrebbe sfruttare solo questo privilegio, frequentando le migliori università, i miglior master. Ma sfruttare le “amicizie” del padre per un posto di lavoro non è la normalità. Almeno non lo è per noi, che siamo i veri “normali”

  32. tanogasparazzo

    Mettiamola così oggi festa del papà, il ministro Lupi, ottimo cattolico, di Cl si dimette, in quanto le intercettazioni telefoniche sono dirimenti alle sue dimissioni. le mozioni di sfiducia di Sel e M5S, possono essere una trappola, in parlamento all’operato del partito a cui appartiene. Infine ci sono molte probabilità che si dimetta.

  33. hermann

    Perdonatemi, ma anche leggendo le sue ulteriori precisazioni, continuo a non essere d’accordo con l’autore.

    Di per sé non c’è niente di male nella raccomandazione, intesa come segnalazione di una persona, magari un figlio, per aiutarla a trovare lavoro. Per capirci: anche un MBA ad Harvard avvantaggia un figlio, ma non per questo i master sono illeciti. Questo tipo di raccomandazione, non sottintende nessun tipo di scambio contrattuale tra colui che la compie e colui che la recepisce: la persona verrà valutata, ed eventualmente assunta, solo sulla base delle sue capacità.

    Tuttavia, in questo caso, chi compie la raccomandazione è un Ministro e chi la recepisce fa parte di un suo entourage professionale, prima che amicale, e collabora con lui a progetti del valore di svariati miliardi di euro. Anche ipotizzando la totale buona fede di entrambi (che fatta qui appare un’assunzione molto forte, ma facciamola lo stesso), a me sembra che il gesto sia altamente inopportuno. Chi recepisce la raccomandazione, anche se il figlio non è molto in gamba, si domanderà se non sia comunque il caso di assumerlo, visti gli enormi benefici che potrebbero derivarne: cosa sono qualche migliaio di euro al mese, se paragonati ad una (non certa, ma possibile) facilitazione nell’appalto di lavori (pubblici) per miliardi? Chi compie la raccomandazione, sa che la sua azione genererà questo tipo di aspettativa. Quindi, anche in buona fede, non potendo sapere con certezza se l’assunzione è avvenuta per abilità o per le prospettive di guadagno, si sentirà comunque in debito di riconoscenza, mettendo così a repentaglio l’oggettività del proprio giudizio. Oggettività, che, a mio modo di vedere, è un elemento fondamentale del rapporto di fiducia tra elettori e Ministro.

    Se mi si risponde che “Lupi stava semplicemente raccomandando il suo (bravo) figlio a un amico di famiglia”, a me sa molto di ‘straw man argument’. Qui il problema è che il Ministro raccomanda il figlio ad un gruppo di persone con cui il ministero da lui guidato fa abitualmente degli affari, non che lo raccomanda ad un amico di famiglia. Alcune di queste persone, poi, sono anche amici di famiglia, il che è di per sé un fatto ancor più grave, ma su questo mi sembra che siamo d’accordo.

  34. metiu

    Sofri ma le carte della procura non le consideri quantomeno “ipotesi argomentate”?
    E il fatto stesso che tali ipotesi si trovino scritte nelle carte non e’ un “fatto” di per se che un giornalista, soprattutto in un articolo che adotta una difesa cosi’ emozionale (va a toccare sentimenti paterni e di figlio), dovrebbe riportare, pur confutandole se vuole? Non credi di privare i lettori di uno strumento utile a farsi una opinione, soprattutto se si ha la pretesa di analizzare la situazione “obiettivamente” in modo avulso dalle emozioni del popolino disperato dalla crisi e pieno di pregiudizi?
    Grazie M

  35. metiu

    Per la precisione io ritengo che sia la parola “bisogno” ad dover essere riportata.
    Io quando l’ho letta mi sono domandato: se fosse solo un favore tra amici perche’ c’era il “bisogno” di assumere il figlio?

  36. rinko

    Caro direttore, grazie per il chiarimento della Sua posizione ma mi spiace, continuo a non essere d’accordo, e con me altri: dubito che si tratti banalmente di un riflesso condizionato collettivo.
    In primis, la questione del figlio va contestualizzata, analizzata come un tassello di una relazione poco limpida e amicale/familiare della gestione di grossi appalti pubblici: in questa luce non può essere liquidata come semplice malcostume o addirittura prassi di generosità tra privati, perché è una manifestazione coerente e probabilmente necessaria di una serie di comportamenti potenzialmente criminali (incidentalmente, uno dei due privati è figlio di un ministro, dalle cui decisioni dipendono le fortune dell’altro interessato).
    Poi, fosse anche un fatto isolato, completamente estraneo alle inchieste sugli appalti gonfiati e politicamente accomodati, non mi sembra il massimo prenderlo come un fatto normale e rivendicabile alla luce del sole senza provare un briciolo di disagio.
    Del resto è grazie a queste prassi tra amici e alla loro legittimazione che si distruggono, nei fatti, le pari opportunità e la meritocrazia.

  37. Pingback: Non guardate il figlio – Wittgenstein | NUOVA RESISTENZA

  38. gianmario nava

    scusa, festina lente(19 marzo 2015 at 11:40)
    se parliamo di ” Roba da 25 miliardi di lavori (parola dl Proc. di Frenze). ”
    allora siamo in piena fantascienza
    una cifra così la metti insieme con tutte le grandi opere degli ultimi 10 anni
    ma non mi sembra che perotti sia il padrone di impregilo, cmc, condotte, gruppo gavio, ecc.
    di cosa stiamo parlando?

  39. Qfwfq71

    Caro Sofri
    questo mi sembra un ottimo esmpio di eterogenesi dei fini.
    Un articolo il cui intento era quello di fornire una scala di valori ai fatti, cercando di focalizzare l’attenzione mediatica sulla questione degli appalti e della corruzione, ridimensionando gli aspetti voyeristici del “figlio sistemato”.
    Il messaggio era chiaro (almeno per me), nessuno dice che la prassi di sistemare un figlio attraverso gli amici sia moralmente giusta (in questo paese è un lusso anche avere la garanzia che un CV venga preso in considerazione); però è evidente che questo peccato veniale (o ancora meglio, peccato di opportunità) è una pagliuzza rispetto alla trave del sistema di corruzione che sta alla base degli appalti pubblici da 14 anni.

    Alla fine il mesaggio mediatico sarà che Lupi si dimette perchè suo figlio è stato favorito. Mentre dovrebbe essere chiaro che le dimisisoni sono dovute perchè da Ministro non ha saputo (o voluto) scardinare un sistema corruttivo che gestiva miliardi e influiva sugli appalti delle maggiori opere pubbliche; il tutto con il supporto attivo di esponenti politici di NCD.

    Signori commentatori, resettatevi. Il problema non è il figlio di Lupi, così come il problema di Berlusconi non erano le Olgettine (per quanto minorenni).

    Se continuiamo a concentarci sulle cose venali; quando quelle cose si riveleranno per quello che sono (appunto venialità), i politici interessati avranno avuto tutti gli alibi per ricostruirsi la loro verginità.

  40. hermann

    @Qfwfq71 Il tema ‘figlio di Lupi’ è talmente intrecciato al tema ‘corruzione’, che trattarli separatamente è una finzione. Il singolo articolo o titolo che pone smisuratamente l’accento sulla questione padre/figlio l’ho visto anch’io, ma se lo scopo di Sofri era riferirsi a questa prassi e per fustigarla sostenere che dopotutto il figlio lo aiuteremmo tutti, ne intuisco l’intenzione, ma lo trovo meno convincente di altre volte, con tutto il genuino rispetto che nutro nei suoi confronti.

  41. minimAL

    A’ Sofri, certo che c’hai una faccia, eh! A metà tra l’impudenza e l’arroganza.
    Parafrasando quel povero disgraziato del filosofo cui hai rubato il nome ma non l’essenza, facevi meglio a non scrivere nulla. Mille volte meglio.
    Ciao,
    Alessandro

Commenti chiusi