Storia di una lettera

È uscito un bel disco, piccolo, che mette insieme due storie non tanto conosciute dai non appassionati. La storia più nota delle due è quella di Glen Hansard – cantautore irlandese già con la band dei Frames – che qualche anno fa finì a cantare alla sera degli Oscar e a vincere il premio, grazie alle canzoni e alla storia che aveva messo nel piccolo film Once, su una storia di musicisti a Dublino, insieme a Markéta Irglová.
L’altra storia, ancora più ammirata dagli esperti di musica ma di minor visibilità internazionale, è quella di Jason Molina di Lorain, Ohio. Che oggi avrebbe 41 anni, tre meno di Hansard, se non fosse morto nel 2013 per guai legati all’alcoolismo. Prima però Hansard e Molina avevano fatto molto amicizia perché Hansard scrisse a Molina una lettera da fan: Molina aveva cominciato a fare il cantautore e a farsi stimare con un disco vent’anni fa, molto apprezzato da chi seguiva la musica indipendente americana. Dopo ne fece altri, con un sound che faceva scoprire ai più giovani il rock di chitarre come andava un paio di decenni prima e commuoveva i meno giovani per la stessa ragione: ne pubblicò quasi venti, a suo nome e coi nomi di Songs: Ohia e Magnolia Electric Co., coinvolgendo musicisti diversi.
E Intanto, rispose a quella lettera di Hansard (Hansard lo racconta qui), e quando si conobbero divennero amici e suonarono a volte insieme.

Adesso Glen Hansard ha registrato un EP di cinque canzoni di Molina insieme ai suoi musicisti, che è uscito nel giorno della sua morte, due anni dopo. Le cantano e le suonano come se fossero di Molina, intervenendo di più solo sulla prima, che è una canzone del primo Molina e la fanno suonare come se fosse del secondo Molina. Se non le avevate mai sentite, le canzoni di Molina, quando cominciate a sentire la chitarra penserete di essere in un disco di Neil Young. Ma c’è dell’altro, nella musica e nella storia.

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