Ostaggi

La follia ubriaca dell’indignazione di oggi mostra in questo piccolo contesto quello che è successo in questi anni in mille altri: la polarizzazione della scemenza. Sulla satira, abbiamo capito che una grande maggioranza delle persone (almeno le più rumorose) si divide in due categorie:
– quelli per cui la satira non è nemmeno criticabile, e che se dici “quella vignetta fa schifo” ti oppongono che non la puoi giudicare perché è satira (o addirittura che la satira deve “fare schifo”)
– quelli per cui se una vignetta fa schifo bisogna richiamare l’ambasciatore, o almeno chiudere il giornale, e comunque metter su un movimento di popolo che neanche se muore un milione di siriani

A nome di noialtri rimasti – con rammarico – metto umilmente a verbale che quella vignetta fa schifo e che sticazzi, per così dire.

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12 commenti su “Ostaggi

  1. hater

    Viene da interrogarsi sul valore di un certa satira nell’epoca in cui internet ci espone continuamente a dosi massicce di cinismo, humor, cattivo gusto, provocazioni.

    C’è poi la questione della sacralità della satira, e anche lì i nodi sono venuti al pettine. Ormai gran parte degli improvvisati iconoclasti della rete ci sembrano infantili e banali, un fastidioso rumore di fondo.
    Quando devi bagnarti i piedi, per forza di cose, in una variegata marea di opinioni abbastanza squallide,

  2. fulgenzio

    Quando andavo al liceo era solito comprare spesso Cuore, che aveva una qualità media infinitamente superiore alla monnezza prodotta da questi francesi del cazzo. Oh, non è che ogni numero fosse un capolavoro ma c’erano sempre due o tre idee che 1-divertivano 2-inducevano ad una qualche sorta di riflessione. Fare satira intelligente è difficilissimo, tant’è che anche quello che considero l’erede spirituale di Cuore, Spinoza (molto più di Lercio, che si limita a talvolta gustose gag verbali), pur centellinando i contributi, riesce a centrare il bersaglio solo qualche volta (però ha dei picchi altissimi). A me personalmente dei “soggetti” delle vignette fotte sega, per me si può fare satira sui bimbi morti, Dio, i terremotati, tanto sono solo parole e le parole non cambiano nulla (io per dire mai e poi mai avrei cacciato Lars da Cannes dopo la sparata che ha fatto sui nazisti, altro che “persona non grata”). CH però sembra il prodotto di un quattrodicenne ritardato che fa disegnini sconci con Dio che incula la Madonna e viene sulla Bibbia e robe del genere, almeno a giudicare dal materiale che mi è passato sotto gli occhi. Infatti stavano (giustamente) fallendo. Poi, siccome la vita è spesso davvero bizzarra, le mezze seghe sopravvissute alla strage sono diventate milionarie, hanno potuto continuare a disegnare le loro cagate a intelligenza zero e sono persino diventati simboli di libertà. Eh, il caso.

  3. Luca Glamorama

    La satira non ha limiti,invece.
    Che poi,come è giusto,chi si senta offeso quereli etc etc è altrettanto giusto.Quindi si fa satira come si vuole,prendendosi le eventuali responsabilità,diverse in ogni paese,e in ogni continente.Ma,questo deve essere chiaro:
    una cosa è scherzare su morti terremoto,e si commenta da sè come disgustosa;
    altra cosa è criticare Maometto,cosa assolutamente irrilevante.
    Se io fossi il giudice (vedasi link off topic ma nemmeno troppo) nel primo caso un pensierino a una bella multa salata ce lo farei-ma,appunto,sarebbe solo un fugace pesniero…
    nel secondo caso non ci sono limiti ed,anzi,qui in Italia,la satira che prende di petto l’Islam è vigliacca e renitente.
    Aridatece Luttazzi,mi verrebbe da dire.
    Poi,ma è discorso più profondo e certo non presentabile in un discorso mellifluo e cerchiobottista come quello evidenziato nel post di Sofri,viene sempre da chiedersi se-cinismo di Carletto Hebdo a parte-noi italiani siamo sempre meno rispettati(essenzialmente perchè non facciamo rispettare la/le legge/i).
    Ah,si l’off topic ma neanche tanto:
    https://www.youtube.com/watch?v=JYhc3o-xiBE

  4. Ermes

    Ogni giorno si vedono tante vignette o tante scenette così dette “satiriche”. Il problema è commentarle e dividerle tra quelle buone e quelle cattive. Sarebbe bello che ognuno fosse libero di giudicarle senza il suggerimento dei giornalisti.

  5. Shining

    A me non fa schifo. Non mi piace per come risolve la battuta, troppo macchinosa, come d’altronde non amo le vignette dove occorra lo spiegone per interpretarle; e mi infastidisce il trito richiamo al binomio pasta-italiano (e mamma, e mafia, e la fantasia, e l’arrangiarsi, e l’ecc.), ma non sono francese e fatico a immaginarmi come ci vedano i francesi. Io, per esempio, come li vedo? spero fuori dai luoghi comuni. Ma, in primo luogo e in difesa della vignetta, non di CH che non leggo e conosco pochissimo, ritengo scorretto imputare un intento denigratorio delle vittime del terremoto, o solo di loro se non come parte, quella sfortunata in questo caso, della popolazione colpita da un terremoto forte ma non fortissimo e comunque di intensità ampiamente prevedibile in una notoria zona sismica dove la stragrande parte degli edifici, pubblici e privati non aveva avuto uno straccio di adeguamento antisismico o, peggio, quelli realizzati avevano un altro scopo. La vignetta non mi fa schifo perché, appunto, mi pare che voglia colpire il punto dolente di un’altra “tipicità” italiana tra quelle sopra elencate: la furbizia. Ho lavorato per qualche anno in un ufficio tecnico di un comune appenninico in zona sismica e franosa, molto franosa, e dunque ancora più pericolosa. Non ho mai visto nessuno, nessuno ok?, né tra i cittadini né tra gli amministratori richiedere un permesso per interventi antisismici che non fossero il cavallo di troia per averne un guadagno. Tipico era la trave in cemento armato di coronamento della muratura per rialzare le quote dei sottotetti e ricavarne una mansarda; trave che alla prima scossa amplifica l’effetto maglio sulle murature sottostanti. Tipico era affidarsi a geologi compiacenti e economici pronti a garantire la stabilità dei terreni senza studi minimamente decenti, salvo poi ricorrere a quelli, pochi, bravi e a quel punto doppiamente costosi quando i problemi diventavano insormontabili. Tipico era sfruttare la legge antisismica per organizzarsi un piccolo potere all’interno delle gerarchie pubbliche, per esempio avocando certi progetti di richiamo agli uffici che avevano maturato grande esperienza, “la zona ad alta sismicità lo impone”, scavalcando le norme regolamentari nel nome della” indifferibile e urgente necessità di intervenire” e quindi realizzare una palestra scolastica direttamente su una faglia di frana. Non ci fu nemmeno bisogno del terremoto. Tralascio i particolari, alcuni ingegneristicamente curiosi, diciamo; però mi preme dire che il progettista aveva diretto per anni l’ufficio di antisismica del settore dell’ente pubblico di cui era diventato da poco il capo e la sua carriera non risentì in alcun modo dell’infortunio (che non fece vittime, per fortuna). Ecco, a me non fa schifo la vignetta, a me fa schifo la pastetta.

    Sì, lo so, sono stato un po’ lungo.

  6. Mariagrazia_Costantino

    Ci si potrebbe chiedere perché disegnino vignette di questo tipo… o meglio perché si sentano legittimati a farlo: penso che la ragione possa essere in parte quel senso di onnipotenza che può dare la condizione di essere un intellettuale nel mirino (letteralmente) di qualcuno.

    La vignetta è patetica nel senso deteriore del termine, al punto da poter essere quasi ignorata, però dovremmo stare attenti noi italiani a non farne una questione di campanile, perché non mi sembra che il paese insorga quando sotto la matita di CH finiscono altre vittime. Altrimenti si rischia la solita partita di calcio Italia-Francia.

  7. johndoe

    anche a me fa schifo ma, se anche fosse la più bella del secolo sarebbe sempre una vignetta, e la parola chiave dell’articolo è sticazzi

  8. rinko

    Concordo col direttore, anche se onestamente tra le voci autorevoli, a parte critiche più o meno colorite, non ricordo inviti espliciti alla censura di quella che a mio avviso non è affatto satira, ma al massimo umorismo nero, peraltro di livello alquanto modesto. Le persone rumorose in rete non dovrebbero fare molto testo, come sappiamo c’è chi invoca la pena capitale per molto meno di una vignetta mal riuscita.
    Per inciso, trovo la vignetta di risposta alle accuse, quella che invoca la “mafia”, di una pochezza intellettuale quasi imbarazzante, del resto non si può chiedere molto altro a chi pubblica col solo scopo di spararla grossa e vedere l’effetto che fa.
    Questo episodio ha avuto però il pregio di mettere in risalto le finalità non proprio trasparenti e disinteressate di tanti indignati che fino a poco tempo fa facevano sfoggio di solidarietà a questa rivista per gli attentati subiti dalla sua redazione, probabilmente non afferrando il fatto che il senso di quella vicinanza non era teso ad approvarne i contenuti, quasi sempre sciatti, volgari, insulsi e inutilmente provocatori, bensì ad attestare il diritto di pubblicarli.

  9. andrea61

    A me l’unica cosa che dà fastidio è che il 90% di chi oggi si indigna, considerava la sacra la satira che bestemmiava contro l’Islam.
    Io credo che molto più banalmente CH faccia una satira squallida e di bassissima lega, roba che neanche il peggior Salvini riuscirebbe ad immaginare, e andrebbe trattata per quello che vale ovvero ignorandola perchè è ciò che merita.
    La risposta poi alle critiche è veramente la dimostrazione della pochezza intellettuale di chi lavora in quel giornale.

  10. aldob

    Sono pienamente d’accordo con te. Il “Male” ai suoi tempi scherzavo su anche sulle disgrazie, ma nessuno ci faceva caso. Oggi una vignetta su un giornale diventa un caso diplomatico, anche se è “solo” una vignetta che fa schifo.
    Una riflessione personale: la grancassa di oggi è la ciliegina sulla torta dei terroristi fanatici. Poiché tutti siamo stati solidali con Charlie, Charlie non deve più permettersi di scherzare.

  11. Lazarus

    Quelli del Male erano tempi molto più liberi e non intrisi di moralismo come quelli attuali. Sono sicuro che i redattori del Male di allora avrebbero risposto a queste critiche come hanno risposto quelli di Charlie Hebdo. Brutti tempi quelli in cui si chiede alla satira di essere ipocrita e moralista. Tutto questo ovviamente non c’entra col giudizio sulla vignetta in sè (anche molte vignette del Male facevamo schifo e quindi?)

  12. ndreamar

    ma di quale vignetta parli?
    in nome della libertà di critica devo dire che anche questo “articolo” fa discretamente schifo.

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