Aizzatori

Ho letto i giornali e gli articoli che parlavano dell’istigazione al suicidio e del violento attacco di un giornalista Rai, Fabio Sanfilippo, contro Matteo Salvini, su Facebook. Ho pensato “che cretino”: non sono cose che si dicono, naturalmente (eviterei anche di pensarle, se posso esagerare con le pretese), e ora questo scemo si sarà rovinato la vita, e avrà dato al proverbiale vittimismo salviniano (ora ha solo quello) un’altra occasione di lagnarsi. Esagerando, ma con fondamento: grazie a questo fenomeno e agli altri che ciclicamente scrivono queste cose, pensandole e pensando ci sia chissà quale necessità di condividerle.

 

 

Poi, sollecitato da qualche tweet che ho visto in giro, sono andato a leggere il post del suddetto giornalista Rai: lo ha cancellato – saggiamente – ma era stato assai registrato. Dice così.

Caro Matteo Salvini, lo so che stai facendo finta di niente, anzi spacci la disfatta per vittoria. Ma io sono stato un leale avversario fin dagli albori, quindi posso permettermi questa missiva aperta, nemico mio. Certo vedere certi post e certe dirette mi fa tenerezza, tipo che vorrei mettere i croccantini o la mousse, se preferisci l’umido. Ma temo sia il tuo guru dei social che ti fa fare queste performance, cacciamolo! Allora, ti sei impiccato da solo e questo è evidente. Io ne sono felice, vabbè, si era capito. Ora perderai il 20,25 per cento dei consensi che ti accreditano i sondaggi, lo sai? E che fai? Non hai un lavoro, non sai fare niente, non hai un seggio da parlamentare europeo, hai perso il posto da ministro, certo stai in Parlamento, ma con la vita che ti eri abituato a fare tempo sei mesi e ti spari nemico mio.  Penso che perderai pure la segreteria della Lega Nord o come si chiama. Quello che non ti perdonerò è di aver plagiato la mente di due miei nipoti, con i miei figli non ci sei riuscito, cazzo. Ma li recupero, fidati. Mi dispiace per tua figlia, ma avrà tempo per riprendersi, basta farla seguire da persone qualificate. In bocca al lupo

Continua, ai miei occhi, a essere il post di un cretino: trovo cretino averlo scritto, cretino il modo in cui è scritto. E pensare che uno fa il giornalista con questa capacità di attenzione alle proprie parole pubbliche e alle loro conseguenze, mi deprime (e pure lui ora pare ammetterlo, non abbastanza).
Ma se invece quella si possa interpretare e raccontare come “un’istigazione al suicidio” oppure sia tutt’altro tipo di formulazione, e se i giornali siano oggi ambasciatori e divulgatori della realtà oppure aizzatori del suo peggioramento e tifosi della violenza, giudicatelo voi. Io ho dei pregiudizi, ormai.

 

 

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