L’indignato feroce

Gli esempi sono molti ogni giorno: solo nelle ultime ore abbiamo letto di gente che si rallegrava di un suicidio, di altri che rinfacciavano privilegi a una combattiva donna che ha perso entrambe le gambe, e basta stare su internet quanto ci stiamo tutti per percepire non solo una quota elevatissima di aggressività incazzosa, ma una quota elevatissima di esibizione di aggressività incazzosa: che è un passo oltre (poco fa su Twitter un non so chi ha dato a Beppe Severgnini della “maestrina mestruata”, per giunta l’8 marzo).

Non è la vecchia e superficiale questione della “violenza verbale di internet”: quella è un fenomeno più definito e spiegato, e assai più marginale della dimensione che ha la malevolenza italiana attuale. E sappiamo tutti che “la gente è incazzata”, e sappiamo anche che molta gente ha ragioni di esserlo (anche se le ragioni spiegano i sentimenti ma non legittimano le reazioni): ma a me pare che ci siano stati in questi anni un sistematico allevamento e una sistematica promozione dell’incazzatura da parte degli stessi che domani quando arriverà la Bosnia anche da noi diranno “come abbiamo fatto a non accorgercene?” e proporranno riflessioni sul tema. La retorica dell’indignazione, con tutta la sua articolazione di produzione giornalistica e letteraria, di indulgenza nei confronti dell’affermazione di sé attraverso l’incazzatura, di professionismo della critica negativa (critico dunque esisto), di infantile bastiancontrarianesimo, di costruzione del male altrui come obiettivo politico e umano prioritario, di ricerca del conflitto e di elevazione dello sfogo a diritto fondamentale, ha prodotto tutto questo: che poi nei titoli chiami con allarme ferocia quello che fino a un attimo prima definivi “sana indignazione”, convinto che ci fosse una distanza ovvia e comprensibile. Che poi gli indignati si indignano con te. A quelli a cui hai insegnato che quel che conta è incazzarsi e che la cosa più importante è infliggere sconfitte invece che conseguire vittorie, poi non puoi chiedere di darsi una calmata mentre stanno appiccando fuoco alla porta di casa dei vicini.

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33 commenti su “L’indignato feroce

  1. marquinho2

    All’elenco ci aggiungerei anche quello che ammazza due donne e che viene raccontato dai media come il povero imprenditore esasperato dalla crisi e dalla burocrazia.

  2. piti

    Farà ridere quello che dico, ma resto del parere che passare la vita esposti a miliardi di film e telefilm americani dove l’incazzo è la regola, dove l’aggressività pare essere la sola declinazione dei rapporti fra le persone ha fornito un esempio, se non addirittura un condizionamento vero e proprio, dei comportamenti che dice LS.

  3. Lowresolution

    Resta il fatto che dalle ultime elezioni è come se si fosse rotta una diga e molti siti e spazi digitali di discussione sociale sono stati improvvisamente invasi da orde di commentatori dal linguaggio inutilmente aggressivo e urlato (e spesso sgrammaticato) e molto spesso ignoranti sui temi di discussione. Anche il Post purtroppo.
    E’ come se dal blog di Grillo l’infezione dei commentatori si stia rapidamente diffondendo sul tutto il web italiano. Grillo ha sdoganato i troll.

  4. ro55ma

    @lowresolution: credevo d’essere l’unico ad avere quell’impressione.
    Nel mio ambiente di lavoro la cosa sta riproducendosi anche nei dialoghi qualunque, in ascensore, per la minima cavolata.
    A me inquieta, ma forse sto solo invecchiando più in fretta di quello che pensavo..

  5. Sismassyk

    È sicuramente vero quello che scrivi e inquieta anche me, esattamente come ro55ma, vedere certe reazioni o che ormai si dà della casta a chiunque (fino alla casta dei commessi a tempo indeterminato letta qualche tempo fa nei commenti del corriere.it).
    D’altra parte è anche vero che di contro di questa “indignazione” endemica c’è stata una continua sottovalutazione ed una riduzione a “folklore” che ha portato a considerare gli “indignati” degli esagitati, quando poi qualche origine quell’indignazione ce l’aveva e proprio per questo per me gli stantii appelli alla moderazione per me sono stati funzionali alla causa dei “piromani”.

  6. ro55ma

    Non so se si è sottovalutato e ridotto a folklore l’indignazione (probabilmente s’è fatto anche quello, non discuto) ma a me suona meglio il fatto che, in grandissima maggioranza, si è condiviso il sistema e le sue aberrazioni: a parte casi eclatanti (e divenuti tali solo da un certo momento in poi) , è la quotidianità delle piccinerie e delle sozzerie nel quale siamo stati abituati a zigzagare che ha costruito tutto ciò (micca lo Spirito anto o Berlusconi, ecc.).
    Una raccomandazione per il figlio, uno sconticino al fisco, alla assicurazione, ecc. con l’amico carrozziere o dentista sono il sugo nel quale pocciano la pagnotta i Fiorito e Belsito e vattelapesca e adesso un sacco di gente credo si rifaccia una “verginità” con l’aggressività, con il piccolo fanatismo da bar che però si porta a scuola, in ufficio, a casa e su internet…
    Come ci si rendesse conto che, veramente, “il modo di prima” non funziona più. Ma al posto di “quello nuovo” c’è solo tanta confusione e certezze ridotte al lumicino; quindi si mena, si sputa, credo si vorrebbe scappare, ma non si può.

  7. Giordano

    @Lowresolution (ma siamo sempre gli stessi a commentare su questi siti? :) )
    Concordo. Ma l’alzarsi dell’asticella dell’aggressività è una reazione a catena. Come in una conversazione vera se l’altro grida, tu sei portato ad alzare la voce a tua volta, per farti ascoltare.
    Anche l’ironia un pò sprezzante
    Ora chi poggia per primo le armi?

  8. uqbal

    Io vedo che IL MIO linguaggio è più aggressivo. Soprattutto con quelli del PD: già prima li trovavo letargici e intellettualmente disonesti, adesso mi sembrano ancor più sordi e stupidi, e dialogo con loro, internettianamente, con molto più fastidio.

    In ogni caso, c’è una pagina bellissima in “Per chi suona la campana”: nel paesino spagnolo dove sta il protagonista americano la guerra civile all’inizio sembrava un gioco. Fino all’ultimo momento sembrava quasi che la contrapposizione tra repubblicani e franchisti in un paesino piccolino fosse una farsa, un momento della vita di paese…poi quando il primo ricco del paese viene davvero buttato per la scarpata e si vede il vero sangue, tutto diventa immediatamente vero. E irreversibile.

  9. fp57

    chi ha dato a Beppe Severgnini della “maestrina mestruata”, per giunta l’8 marzo, ha fatto bene.
    intanto non ci vedo nulla di violento, poi il tizio da salotto, che disquisisce di ogni, se lo dice da solo che dice e fa tutto per compiacere le sue lettrici (intervista con Daria Bignardi alle Invasioni Barbariche) persino la scelta di impegnarsi in politica dipende da quanto potrebbe compiacere le sue lettrici

  10. uqbal

    fp57

    Non sarà violento, ma sarà maleducato? Per dire che non ci piace quel che Severgnini scrive e il modo in cui lo scrive, è necessario insultarlo?

  11. reta

    maestrina mestruata non solo offende severgnini, ma pure le donne condannate agli stereotipi più sessisti. e chi era scherato pro renzi e adesso è più aggressivo ancora perchè il suo idolo non ha vinto? non ce la posso fa’…

  12. lina

    Solo per segnalare che l’ineffabile Langone, sul Foglio, ha sostenuto che il museo della scienza di napoli (secondo lui colpevolemnte devoto ad una antica superstizione darwiniana) doveva essere bruciato prima. Direi che anche certi giornalisti quando si tratta di livore e di istigazione al crimine non hanno niente da invidiare ai blogger.

  13. Lowresolution

    @Giornano hai ragione, diventeremo i “postini” ;-)

    Mettetela come volete ma l’attacco personale senza argomentazioni è un trademark di Grillo.
    Ma quando fai spettacolo e satira anche feroce, è una cosa, quando diventa strategia politica è un’altra.

  14. franco rivera

    trovo il commento di fp57 è quanto mai opportuno.
    Il fatto che non trovi nulla di male nell’appellativo “maestrina mestruata” e per giunta arrivi a dire che “ha fatto bene” a insultarlo in tal modo, è indicativo che un certo tipo di sensibilità sia oramai irrimediabilmente persa in tanta, troppa gente.
    Non c’è più la misura delle cose, è come se le persone ragionassero solo per bianco/nero on/off, non è previsto il disaccordo, solo l’odio feroce, siamo alla tolleranza zero totale e radicale su ogni cosa nella quale le persone non si identifichino al 100%.
    Di questo passo magari non si arriverà alla Bosnia, ma a stare tutti un po’ peggio si.

  15. Lazarus

    Non credo che l’attacco personale e violento sia trademark di Grillo ma che sia molto più antico, Grillo ha solo sfruttato e aggiornata una dinamica esistente che è stata indubbiamente peggiorata dalle possibilità (tra cui l’anonimato) offerte dalla rete. Del resto in questo paese abbiamo avuto l’ultima guerra civile non secoli fa e le sue conseguenze si vivono ancora oggi. Non è che le persone “è come se ragionassero” ma ragionano così e non da ieri. L’unica differenza è che oggi è tutto molto più visibile e molto più ripetuto e soprattutti molto più enfatizzato dai media che aizzano e provocano perchè buttando tutto in caciara si vende di più. Però ricordiamoci che la situazione è si grave, ma non seria.

  16. fulgenzio

    Ok. Però leggo sulla pagina di WuMing
    http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=12153

    che lei, Sofri, li apostrofò utilizzando l’espressione “merdine pseudonime”. Che mi sembra peggiore/equivalente rispetto a “maestrina mestruata”.

    Magari è una bella eh, non entro nel merito, ma se è vero come la mettiamo con la pagliuzza, l’occhio etc.etc.?

  17. fp57

    per uqbal
    non vedo cosa c’entri la maleducazione oppure non abbiamo la stessa idea di maleducazione.
    severgnini insulta continuamente, pubblicamente, compiaciuto e ammirato dalle sue lettrici.

  18. Linux

    L’indignazione e l’incazzatura esistono perchè le condizioni sociali permettono il loro sviluppo, c’è poco da allevare se vivessimo in una fase di ricchezza ed abbondanza per tutti.
    Se ti cade un vaso sul piede inizi a urlare ed imprecare, ma non perchè qualcuno ti ha detto che lo devi fare, ma perchè ti viene istintivo farlo. Poi magari passa qualcuno e ti dice che non devi urlare ed imprecare, perchè non è corretto, non è da persone educate, importuni gli altri, ed è allora lì che scatta la ferocia, il vaffa e via di peggio.
    L’indignazione feroce viene allevata si, ma da coloro che sminuiscono i problemi altrui. Ti sei laureato con il massimo dei voti e non trovi lavoro? Vai a fare l’idraulico, il panettiere (come se questi non fossero mestieri che richiedano esperienza e competenze). Non fate gli schizzinosi. Il posto fisso è monotono. I bamboccioni. Ecc…
    E guarda caso queste critiche arrivano sempre da chi è super garantito.
    Se ci fosse un po’ più di comprensione nei confronti di chi si trova in difficoltà, senza puntare il ditino dall’alto dei propri privilegi, ci sarebbe lo stesso indignazione ma con meno ferocia.

  19. scrittiapocrifi

    Aspettate un attimo: c’è qualcosa qui che proprio non torna. C’è un limite preciso oltrepassato il quale non è più dialettica accesa e diventa insulto. Ma c’è anche un altro limite, quando si travalica l’insulto per entrare nel campo dell’intimidazione e della minaccia personale. E questo limite è già stato superato. Come ho avuto modo di scrivere altrove ci sono state velate e mafiosissime minacce a blogger e commentatori di blog che postano “in chiaro” dimostrandosi critici nei confronti delle tesi di M5S e dei loro militanti. Persone comunissime, che non hanno responsabilità pubbliche e sopratutto che non hanno nulla a che spartire con caste vere o immaginarie, accusate da questi nuovi Saint-Just come minimo di complicità morale. E’ sufficiente pensare agli attacchi diffamatori nei confronti di Viola Tesi, l’autrice della petizione #GrilloDammiFiducia (peraltro hackerata da qualcuno che non poteva tollerare le 150.000 adesioni), che non ha avuto soltanto attacchi “politici”, ad esempio sulla sua militanza al Partito Pirata ma anche qualcosina di più. Ma adesso siamo tutti a rischio. Il repertorio dello squadrista da tastiera va dal classico del “so dove abiti” ad allusioni nemmeno tanto implicite ai figli e alle mogli. E mi pare che siamo su un livello diverso della “maestrina mestruata”, con tutto il rispetto per Severgnini.

  20. Lowresolution

    Concordo pienamente. Quando l’indignazione e l’incazzatura comincia a colpire a casaccio solo perché si è stufi di aver sopportato ogni cosa (magari dopo aver votato PDL e Lega per anni, perché è da lì che il grosso dei grillini arriva) mi sta bene come sfogo e lo capisco. Quando questa incazzatura diventa un partito e entra in parlamento, si esce dallo sfogo per entrare in qualcosa di diverso. Ma quando tutto questo diventa integralismo e intolleranza alle critiche in cui è impossibile qualsiasi dialogo, siamo davvero in un’area molto pericolosa.

  21. scrittiapocrifi

    Per quanto sia indispensabile fare un caveat e tenere distinti gli elettori del M5S dai fanatici del M5S, quando nei post di risposta ad un intervento critico trovi scritto cose del tipo “come sta tuo figlio XXX, perché non vai a dargli le caramelle invece di stare qui tutto il giorno a commentare sempre contro M5S” mi pare che le categorie di integralismo e intolleranza alle critiche siano state già polverizzate dall’incedere dei fatti. Basta pensare che ieri a Serviziopubblico c’era qualcuno che teorizzava il “movimento dei bastoni”. E quando cose del genere le inizi a incontrare sempre più spesso bisogna dare un colpo di campanello agli intellettuali, che a mio parere hanno davvero dormito i migliori sonni.

  22. demed

    Mi sembra che tutti malcostumi e contraddizioni dei provinciali italiani che parcheggiano sui marciapiedi ma strillano NoTav, che saltano la fila alle poste ma vogliono l’acqua pubblica, che non rilasciano scontrini ma vogliono la pensione, e cosi’ via, alla fine si materializzano anche nei modi e toni delle esternazioni e delle proteste violente, volgari e velleitarie.

    probabilmente tutto questo e’ frutto del riflusso degli anni 80. A forza di vedere socialisti e altri arrampicatori fare soldi facili e carriere fulminanti grazie alla corruzione e alla politica, l’ignorante medio formatosi al Drive-in, al Maurizio Costanzo show e alle televisioni dei pacchi, dei premi facili e dei cotillon non sa piu’ riconoscere dove sia merito e dove no, dove i risultati derivino da impegno personale e dove no, a anche grazie a Grillo, credono che tutto quello che vedono sia frutto di ruberie ai loro danni.

    Ma la cultura del reality si trasforma in politica, e vediamo come il M5S diventa il reality della politica, si mandano i video autoprodotti di promozione, ci si mette ai voti online, e chi vince va in parlamento.

    Nel grande reality show si deve conquistare audience a gomitate, e come in un colosseo apocalittico e distopico, si insulta la paraplegica emigrante come se fosse una ricca ereditiera che riceve per il te’, e si invitano altre vittime a saltare dalla finestra, invocando sempre piu’ sangue e vittime.

  23. scrittiapocrifi

    Sono d’accordo soprattutto su una cosa: il M5S è una visione distopica della società. Che inizia ad assomigliare sempre più a quelle di George Orwell e di Aldous Huxley. Sono molto meno d’accordo sul fatto che sia un’espressione della cultura del reality e che abbia una matrice negli anni ’80 socialisti e yuppie: quelli hanno già prodotto il berlusconismo e questa è palesemente una roba diversa. Qui stiamo parlando di una parte della generazione dei “nativi digitali” che non ha avuto altro dio oltre allo schermo e che ha trovato in Grillo il suo profeta. Persone troppo giovani per aver conosciuto anche indirettamente il fascismo del ventennio, le contraddizioni dei movimenti e la violenza del neofascismo negli anni ’70. Lo strumento con cui suppliscono alla mancanza di memoria storica è wikipedia, la profondità della loro conoscenza è sottile come un foglio di carta. E in una nazione come l’Italia, che ha già dimenticato Mussolini, l’uomo qualunque, il ’68, il ’77, gli anni di piombo e i socialisti e che ora sta iniziando a dimenticare anche Berlusconi, questi movimenti senza memoria rischiano di trasformarsi in qualsiasi cosa.

  24. tanogasparazzo

    Il quarto potere ha scatenato la guerra. Si sono mobilitati le menti fine della disinformazione. Il cimitero di Praga, racconta come preparare, documenti falsi, per arginare la crescita, oppure rallentare l’onda urto del movimento. I cinghiali al cesio sia di destra che sinistra scorrazzano immortali si sono cibati di tutto hanno raggiunto dimensioni tali che nessun competitori naturale arginano le loro scorrerie, che vanno dalle banche alle aziende gioielli dello stato democratico alla sanità alla scuola alla cultura alla Rai. I cinghiali bianchi e rossi anzi ex rossi, sono così sicuri che le tracce di Costarica trovate dal solerte ex nuovo agente Bet permetteranno al M5S una quarantena argomentata silenzio per permettere ai cinghiali di fare di otto punti il nuovo governo. Il grande Masterschef che ha abituato i palati della borghesia buona dello stato, ora sono ancora in attesa che il grande masterschef, li delizi con un altro nuovo piatto, per trasformare l’ingorgo della cattiva digestione del cinghiale che era sceso dai monti, ad una attiva ed proficua legislatura ad tempo. Intanto nelle case perdute delle oscure periferie, si mobilitano per cacciare questi indigesti cinghiali al cesio, serviranno per sfamare. La popolazione ormai tutta contaminata dalle grandi opere della piovra, si ammaleranno ci sarà una decimazione i più fortunati con case con rifugi antiatomici, pieni di viveri, ed sofisticate linee internet, si salveranno, così dopo vent’anni di scatolami pasta liofilizzata ragù con tracce di carne di cavallo usciranno fuori per respirare una boccata di buona aria primaverile. La prima mail mandata da Roma sarà “Habemus Papae donna”

  25. fp57

    Tale GIPI qui nel suo post scrive un articolo in prima persona dicendo di aver avuto problemi psichiatrici per cui puo’ parlare a ragion veduta di Casaleggio : titola la questione psichiatrica del M5S.
    Lei Luca Sofri, lo ha letto? Trova che sia una bella cosa prendere in giro le persone con problemi psichiatrici? Dai commenti dei lettori vedo che fa molto intellettuale di sinistra, del PARTITO DEMOCRATICO E , guai a sottolineare che con i problemi di questo tipo non e’ il caso di scherzare…

    L’indignata feroce

  26. cinziaopezzi

    io ho internet da quasi 4 anni
    la mia impressione è che ci sia un tipo di troll che va in ibernazione a elezioni finite e riemerge al periodo elettorale successivo. nel caso di alcuni miei contatti su feisbuc, residui dopo il Grande Massacro Deterrente, lo posso dare per certo.
    in alcuni casi hoo sospetta addirittura l’agente segreto che io amichevolmente chiamo “il fabbricante di terroristi” perchè sceglie i suoi soggetti tra le persone meno interessate alla politica

  27. marquinho2

    @scritti apocrifi
    “lo strumento con cui suppliscono alla mancanza di memoria storica è wikipedia”.
    Magari!
    Su wikipedia ci sono tante vaccate e tante voci faziose (difetti peraltro presenti anche in strumenti più tradizionali) ma sarebbe già notevole un passo avanti. La triste verità è che oggi, per i giovani e pure per i meno giovani, lo strumento principe è youtube.
    Potrei fare tanti esempi a riguardo ma penso che Tondelli abbia descritto bene il fenomeno http://leonardo.blogspot.it/2013/03/zeitgeist-e-un-rigurgito.html
    Poi sulla violenza non fermiamoci solo ai 5 stelle quando accadono queste cose
    http://sensi.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/03/07/questa-volta-radio-padania-non-centra-ma-la-lega-si/

  28. welcom

    All’elenco ci aggiungerei anche quello che ammazza due donne e che viene raccontato dai media come il povero imprenditore esasperato dalla crisi e dalla burocrazia
    RAGAZZI non so voi se ci siete quagiù ma io x i miei figli insomma tutta la famiglia mi freno se non fossi x quello essendomi ridotto quasi a mendicare x vivere + di una volta ci o pensato a fare qualche bel’tiro a segno con la burocrazia Quanti come me sono delle mine vaganti MEDITATE

  29. welcom

    e prima di sputtar sentenze sapiate che dopo 35 anni di lavoro senza mai un giorno di assenza mi ritrovo x strada senza lavoro con la pensione allungata di 5 anni e vi pare che non mi vien voglio di fare qualche tiro a segno quando tutte le porte ti dicono 6 troppo vecchio fuori dai coglioni

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