L’inimicizia come pensiero

Oggi Giuliano Ferrara ha scritto un lungo articolo (online a pagamento) per spiegare ai lettori come mai si senta di “tendenza montiana”. Ma la cosa più interessante, per me che sono suo studioso da anni (ho avuto anche l’opportunità di osservarlo da molto vicino), è l’esposizione finale che rivendica più che mai quello che è uno dei due meccanismi (assieme alla ricerca di un’ideologia forte) principali di tutte le posizioni e opinioni del direttore del Foglio, utile a capirle e a prevederle. Con parole sue:

Poi c’è la questione dell’avversario ideologico, editoriale, politico, di establishment. Quella è questione evidente di primo acchito. Dove stavano De Benedetti, Scalfari e compagnia, e anche molti terzisti amici condannati al gioco del cerchio e della botte in tutti questi anni? Sempre dall’altra parte. Dove stavano e stanno i manettari? Sempre dall’altra parte. Dove stava la cultura azionista lealmente e slealmente avversata? Sempre dall’altra parte. Dove stavano gli intellò e i vari fighetta dell’etica e della spiritualità repubblicana, i cacciatori di servilismo altrui imbevuti della loro schiavitù psicologica e morale? Sempre dall’altra parte. Dove stavano gli scientisti, i rimodulatori della vita umana, i falsi libertari, i falsi miscredenti e antipapisti da trivio? Sempre dall’altra parte. Il filo robusto di un realista, che rischia ogni minuto il trasformismo e longanesianamente non si appoggia troppo ai principi, nel timore che si pieghino, dunque c’è. Ed è testimoniato, se non dai miei idoli provvisori, almeno dal fronte permanente degli avversari, dalle loro idee e manovre. Quello, stranamente, non è mai cambiato e non cambia mai. No trasformismo dell’inimicizia politica. Pro domo sua, dall’elefantino, sua sede e tendenza.

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12 commenti su “L’inimicizia come pensiero

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  2. uqbal

    Interessante come inserisca qua e là, quasi casualmente, insulti pesanti a casaccio (oddio, mica tanto a casaccio).

    Si potrebbe anche dire che gli avversari non cambiano perché ci ha infilato mezzo mondo, nel fronte dei suoi avversari, e anche perché il discrimine in effetti non cambia mai: da un lato l’onestà intellettuale, dall’altra la disonestà.

    Ma in definitiva, non è neanche vero che il fronte non cambia mai: prima era un comunistone, poi altro, poi altro ancora. Se è coerente, lo è nel fatto che anche questa volta ha raccontato una balla.

  3. fausto57

    Giuliano Ferrara? Lo stesso Giuliano Ferrara che all’ipotesi giverno monti invitava berlusconi all’opposizione durissima? Napolitano al rispetto della costituzione? i veri democratici ad occupare strade e piazze contro la sospensione della democrazia e altre simili considerazioni?
    Vabbeh, ho capito…. Ciao ciao

  4. melba

    Lo so che data l’evidente levatura intellettuale del soggetto si fa fatica a crederlo, ma Gliuliano è solamente un anticomunista edipico. Punto. La diagnosi viene dall’averne conosciuto un’altro, altrettanto e forse più “intelligente” da molto molto vicino :)

  5. melba

    chiedo scusa del drammatico refuso, naturalmente volevo scrivere “un altro” senza apostrofo :)

  6. roberto alajmo

    Mi piace questa tua passione entomologica per Giuliano Ferrara. Purché non diventi fascinazione.

  7. odus

    Non essendo riuscito ad inserire questo commento all’articolo ” una settimana nel futuro”. provo ad inserirlo qui.
    Il futuro dopo Monti? Quello che verrà consentito agli italiani di scegliere tra quello che il panorama politico italiano offre loro, se li lasceranno andare al voto.
    L’Italia non è i suoi quotidiani che pure sono scritti da pochi, molto pochi, italiani. Italiani che si preparano al ponte di Pasqua ed a quello del 25 aprile e del 1° maggio. E vedremo quanti saranno.
    Ma l’Italia è, volere o no, anche il suo panorama politico che è fatto di italiani tra i quali soltanto gli elettori italiani potranno e dovranno scegliere.
    Monti non è stato scelto dagli elettori italiani.
    Il futuro degli italiani dovrà essere di essere governati da persone da loro non scelte? Non sarebbe la prima volta.
    Ma queste persone che salverebbero dai baratri, tengono gli italiani sempre sull’orlo dello stesso baratro se la recessione durerà ancora per il 2012 e per il 2013, con il PIL sempre sotto lo zero, con aziende che falliranno e le persone senza fonte di reddito.
    L’aumento dello spread ne è una prova.
    Poi ci sono le bufale dei complimenti a Monti nel discorso di Obama.
    Complimenti mai profferiti. E quasi nessun giornalista se ne accorge.
    http://247.libero.it/focus/21467508/5433/travaglio-sputtana-monti-complimenti-di-obama-finti/

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