A onor di Montezemolo

Conservo tutti i dubbi che ho sempre espresso sull’ipotesi più volte reiterata in questi anni di una candidatura a PresdelCons di Luca di Montezemolo. Un uomo che aspira a tanto ruolo e lavora per quello dovrebbe far trapelare qualcosa del suo pensiero, delle sue opinioni e del suo progetto: e di Montezemolo io non so che posizioni abbia su praticamente niente, e non vedo quindi ragioni per cui una sua candidatura dovrebbe essere interessante per gli elettori più di quanto non sia quella di un suo cugino o della maestra di mio figlio (confesso che certe derive della stampa italiana non aiutano a dargli maggior credito).

Però ora che è passato un bel po’ di tempo da quando se ne parla e quella candidatura non si è mai concretizzata, e ora che si avvicinano le elezioni e il suo movimento sembra stia investendo su un’altra persona (Mario Monti), comincio a concedere al progetto di Montezemolo possibili somiglianze con quello che avevo proposto qui: a oggi Montezemolo ha costruito una cosa che ha dentro contenuti e idee e ha dentro persone capaci, ha cercato intelligenze e competenze, e si è tenuto laterale. Quei contenuti e idee a me sembrano molto parziali, piuttosto elitari e troppo economicisti rispetto a una vera visione dell’Italia e dell’Italia futura – not my cup of tea – ma il lavoro fatto finora e quello che Italia Futura annuncia è stato molto corretto per le abitudini della politica italiana confusa e vanitosa, comprese le ripetute affermazioni di non voler entrare in ipotesi di alleanze con enti impresentabili come l’UdC e le resistenze ad assecondare i meccanismi della vacua informazione politica. Diciamo che il mio pregiudizio di diffidenza a questo punto è associato a un investimento di fiducia, alla luce dei fatti.

Altre cose:

6 commenti su “A onor di Montezemolo

  1. uqbal

    Ahem, chiedo scusa per l’OT…sono in crisi d’astinenza da commenti sul Post, che in questo momento è pieno di succosi argomenti su cui vorrei conoscere l’opinione dei lettori (per poi litigarci).
    Fate presto, anche se il responsabile della moderazione dei commenti è ancora ricoverato!

  2. giaimeddu

    Io concordo con Uqbal. Il Post era uno dei pochi luoghi dove discussioni, anche accese, difficilmente finivano in rissa da bar… si litigava, ma almeno io ne uscivo sempre con una domanda in più (e se proprio andava benone anche con qualche risposta, comunque diversa da quella che mi sarei dato all’inizio della discussione) rispetto a quando ci ero entrato…

  3. fafner

    Mi pare che il discorso di Montezemolo rispetti la miglior tradizione dell’oratoria politica italiaca: un articolo di fondo. Tantissima analisi del cosa (adesso vi rispiego i vizi storici dell’Italia dal rapporto Jacini-Ferretti in poi), poca sintesi sul come (vabbe’, non sono qui a fare il ragioniere), nessuna spiegazione “tecnica” delle questioni (tanto è tutto nell’Agenda Monti).
    Di fatto i neocentristi propongono due cose: le loro persone fisiche e l’Agenda Monti. E quindi le due cose si riducono a una, perché l’Agenda Monti non è altro che una bella catchphrase dai contenuti incertissimi. Come capita con le cose che mettono d’accordo l’80 percento del panorama politico.

  4. odus

    Nell’articolo in provincia di Livorno 10 giorni fa chiedevo lumi sulla sospensione temporanea dei commenti agli articoli de il Post e ricevevo in risposta il seguente link
    http://www.ilpost.it/2012/10/31/perche-i-commenti-sul-post-sono-sospesi/
    Dal 31 ottobre si sta entrando nella 4a settimana di sospensione.
    Domando, spero di ricevere una risposta sulle difficoltà tecniche che si incontrano per ovvviare alle carenze tecniche (e di cui, senza gnegnè, si possono dare notizie aggiornate su il Post), in un cordiale sistema di rapporti, come dice L.S.

  5. Pingback: Sofri e il Post su La Terza Repubblica | iMille

  6. Pamar

    Mi associo alla richiesta di permettere di nuovo i commenti su ilPost. E in caso questo non sia tecnicamente (ancora) possibile, di dare qualche notizia in merito (l’articolo citato da Odus dice ” i commenti torneranno accessibili nel giro di un giorno o due”, per inciso).

    Io mi occupo di questo genere di cose professionalmente, e una migrazione di infrastruttura (che sia hardware o software) normalmente si chiude appunto “nel giro di un giorno o due” (ovviamente se è stata pianificata e preparata con le dovute cure) – per cui trovo abbastanza inconsueto un disservizio di un mese.

Commenti chiusi